|
||||||||||||
News / «La "sindrome Bondi" colpisce l'Assessore Croppi...». La replica di Marco Lucchesi.
Pubblicato il
19.06.2010
da Redazione
Marco Lucchesi - delegato ANTeS per i Rapporti con le Istituzioni - risponde alle dichiarazioni rilasciate ieri dall'Assessore del Comune di Roma al Giornale dello Spettacolo. LA “SINDROME BONDI” COLPISCE L’ASSESSORE CROPPI... di Marco Lucchesi La sindrome Bondi, quel sottile malanno che porta il Ministro a sputare veleno sulle risorse umane e fisiche che dovrebbe tutelate, sostenere ed amministrare, ha colto, sembra, anche l’Assessore alla Cultura del Comune di Roma Umberto Croppi. In un articolo pubblicato sul Giornale dello Spettacolo, in distribuzione in questi giorni, l’Assessore, intervistato dal critico cinematografico Franco Montini, si lancia in affermazioni che, se confermate, individuano nelle tante piccole sale teatrali romane un esempio “unico al mondo” di spreco di risorse comuni utilizzate per attività “totalmente ignorate dal pubblico” ma sostenute dal FUS e dai Bandi Comunali che le tengono in vita in “condizioni disastrose e non più sostenibili.” Ora, il Ministro Bondi e l’Assessore Croppi, oltre alla sindrome perniciosa che sembra accomunarli, condividono un’altra disgrazia che li vede totalmente ininfluenti nei confronti del Ministro Tremonti il primo e del Sindaco di Roma Alemanno il secondo. Infatti è cosa nota all’opinione pubblica che nessuno dei due riesce ad ottenere la risorse necessarie al proprio ministero né a contenere i tagli che si abbattono indiscriminatamente sui bilanci delle amministrazioni che dovrebbero sostenere le linee di politica culturale dei nostri due sfortunati politici. Detto questo ci si aspetterebbe dai due rappresentanti della collettività, se non le dimissioni, almeno un atteggiamento responsabile, caratterizzato da un senso di ecumenica attenzione nei confronti delle molteplici realtà private che contribuiscono con sforzi ormai quasi insostenibili, quelli si, alla vita culturale delle comunità che le ospitano e che ne chiedono a gran voce la permanenza e lo sviluppo. Invece assistiamo ad un’offensiva amministrativa e mediatica nei confronti di quanti in questi anni hanno supplito alle carenze civiche e politiche di uno Stato e di un Comune oscillanti tra l’eventismo delle amministrazioni di centro-sinistra ed il nullismo di quelle di centro-destra; fatta eccezione per i pubblici incontri di pugilato, le manifestazioni carnevalesche irrise persino dalle sfilate dei carri del basso Lazio, e il Teatro Tenda Itinerante, primo esempio di cura omeopatica al Bullismo visto il contenuto “altamente qualificato” delle rappresentazioni che vi svolgevano dentro. Come a dire che nelle borgate non si può parlare altra lingua che quella del basso ventre popolano denso di improperi e sopraffazioni linguistiche (niente a che vedere con la satira o la comicità). Eppure mi sembrava che la nostra “strana coppia” fosse accomunata – almeno nelle dichiarazioni - anche dal rispetto e dalla stima per autori quali Pasolini che tali realtà le hanno veramente indagate e non utilizzate e afflitte a scopi demagogico/propagandistici. Ma detto questo veniamo all’articolo apparso sul Giornale dello Spettacolo e ad oggi non smentito. Le affermazioni dell’Assessore Croppi, se effettivamente dette, sono palesemente false. Nessuno dei piccoli teatri che operano a Roma (circa 40) è finanziato dal FUS. Salvo il Teatro Due Roma, 99 posti in possesso di tutte le regolari e definitive autorizzazioni, che fin dal 1986 svolge per il territorio cittadino un’attività documentata e documentabile, pubblica, rivolta prevalentemente ai giovani e riconosciuta con lode dal Ministero, dalla Regione Lazio, dallo stesso Comune di Roma nonché dalla circoscrizione nella quale opera con la quale ha sottoscritto un protocollo per lo sviluppo della centralità del ruolo che tale sala svolge, e che negli ultimi cinque anni – dati SIAE alla mano - ha ospitato 60.000 spettatori paganti per 900 repliche, pari quindi al 70% dei posti disponibili. Se il nostro Assessore ottenesse , nel suo, risultati simili – a parità di risorse – ci sarebbe da essere pienamente soddisfatti: ma non è così. I Bandi Comunali lasciamoli perdere….. visto che ad oggi l’Assessore non può fare altro che prendere “l’impegno di impegnarsi” mentre i teatri mantengono l’impegno di restare aperti a presidio dei tantissimi cervelli ancora non andati totalmente in “fumo”. A proposito “dell’unicità mondiale“ della situazione romana conveniamo con l’Assessore, ma non nel senso da lui stesso evocato. Il ricchissimo tessuto strutturale delle sale teatrali romane è unico, e mi fermerei all’Italia per non cadere nel ridicolo, nel totale abbandono e disinteresse da parte delle amministrazioni locali, che contagiano sempre più, con questo ottuso ed indegno comportamento, la sensibilità distratta e miope del governo centrale; è cosa nota che il MIBAC chieda sempre più agli enti locali e municipali di essere affiancato nel sostegno alle realtà di spettacolo dal vivo, come segno di valorizzazione delle strutture stesse da parte di chi, sul territorio, è in grado di misurarne i risultati culturali, civici, e occupazionali. Il nostro Assessore, invece, totalmente assente dalla vita teatrale di questa miriade di spazi teatrali romani, si limita evidentemente ad orecchiare qualche informazione proveniente dall’informatissimo neo-staff del Comune di Roma che tra una panzanella ed un film con Alvaro Vitali promuove un’Estate Romana da Festa de Noantri e irride a quanti, nella difficoltà storica e politica che stiamo attraversando tutti insieme, tentano di metter al riparo valori comuni e comuni identità. Tutte le Notizie |
|
|
|||